In breve. Un buon profilo Google per uno studio medico parte da una scelta di struttura: un profilo per lo studio e, se serve, uno per ciascun professionista, con il nome reale e senza parole aggiunte. Poi una categoria principale specifica, servizi descritti in modo chiaro, una descrizione informativa entro 750 caratteri, orari veri con gli orari speciali per ferie e festività, e foto reali dello studio senza pazienti riconoscibili.
Il primo contatto di un paziente con uno studio spesso non è il sito, e nemmeno la telefonata. Può essere la scheda che Google mostra quando cercano il nome del medico o la specialità nella propria città: indirizzo, orari, foto, recensioni, un numero da chiamare. Quella scheda è il Profilo dell'attività su Google, e spesso viene compilata una volta sola, in fretta, e poi dimenticata.
Non serve trasformarla in un progetto. Serve compilarla con la stessa cura con cui si scrive una lettera di presentazione a un collega, seguendo le regole che Google stesso pubblica. Di SEO locale in senso più ampio abbiamo parlato in un articolo dedicato; qui entriamo nel dettaglio della scheda, voce per voce.
Un profilo per lo studio o uno per ogni medico?
È la prima scelta, e la più trascurata. Le linee guida di Google considerano medici e dentisti professionisti individuali: figure a contatto con il pubblico, con una propria clientela. Un professionista può avere un profilo dedicato se è raggiungibile direttamente nella sede verificata durante gli orari indicati, ma non deve aprire più profili per coprire le diverse specializzazioni.
Le regole cambiano in base alla struttura:
- Più professionisti nella stessa sede: la struttura ha il proprio profilo, separato da quelli dei singoli. Il profilo del professionista porta soltanto il suo nome, senza quello della struttura.
- Un solo professionista che lavora sotto un marchio: Google suggerisce un profilo unico, condiviso, con il nome nel formato «marchio: nome del professionista».
Il nome, in ogni caso, deve essere quello reale, lo stesso che compare sulla targa e sul sito. Google non consente di aggiungervi informazioni non necessarie, come slogan, numeri di telefono, indirizzi web o l'elenco delle prestazioni, e indica questo tipo di forzatura fra le possibili cause di sospensione. Nei profili dei professionisti, invece, Google ammette il titolo professionale o accademico.
La categoria principale decide più di quanto sembri
La categoria dice a Google che cosa fa lo studio. Si sceglie da un elenco predefinito: non si possono inventare categorie. Quella inserita nel primo campo è la categoria principale; se ne possono aggiungere fino a nove, per indicare reparti o servizi particolari.
Tre indicazioni pratiche, tutte coerenti con la guida ufficiale:
- Scegliere la categoria più specifica disponibile, quella della propria specialità, invece di una generica.
- Usare poche categorie aggiuntive e solo se corrispondono a ciò che lo studio fa davvero. Google chiede di non usarle come parole chiave.
- Ricontrollare la scelta di tanto in tanto: dalla categoria dipendono alcune funzioni disponibili nella scheda.
Servizi e descrizione: informare, non vendere
Nella sezione Servizi si possono scegliere le voci suggerite da Google per la propria attività oppure crearne di personalizzate, aggiungendo una descrizione. È il posto giusto per elencare le prestazioni con parole chiare, quelle che un paziente userebbe, e non con i nomi interni dello studio.
La descrizione ha un limite di 750 caratteri. Google chiede di parlare dell'attività, dei servizi, della sua storia, di non inserire link né codice HTML, e di non concentrarsi su promozioni, prezzi o offerte. Per uno studio medico è un vincolo che coincide con il buon senso: poche frasi informative su chi siete, che cosa fate e come lavorate. Il tono giusto è quello di una presentazione fra colleghi, non di un volantino.
Orari: precisi, aggiornati, e con le eccezioni
Gli orari indicati devono essere quelli in cui lo studio è effettivamente aperto al pubblico. Le linee guida aggiungono un dettaglio che riguarda da vicino molti studi: le attività che operano solo su appuntamento non dovrebbero indicare orari. Vale la pena chiedersi quale sia la situazione reale: una segreteria aperta in fasce fisse, oppure un medico che riceve esclusivamente su prenotazione.
Poi ci sono le eccezioni. Ferie estive, festività, un congresso, una chiusura imprevista: per tutto questo esistono gli orari speciali, che modificano i singoli giorni senza toccare l'orario abituale. È uno dei gesti più semplici e più utili: un paziente che trova lo studio chiuso in un giorno indicato come aperto difficilmente ci riprova.
Foto: mostrare lo studio com'è
Google accetta immagini in formato JPG o PNG, tra 10 KB e 5 MB, con dimensioni consigliate di 720 per 720 pixel. Chiede foto a fuoco, ben illuminate, senza alterazioni importanti né filtri eccessivi: in sintesi, immagini che rappresentino la realtà.
I suggerimenti ufficiali indicano almeno tre foto per ciascun tipo: l'esterno, ripreso dalle direzioni da cui si arriva; l'interno, come lo vede chi entra; il team. Per uno studio medico ci sono due attenzioni in più:
- Mai pazienti riconoscibili, nemmeno sullo sfondo della sala d'attesa.
- Niente documenti, monitor o agende inquadrati per caso: una foto ben fatta dello studio non mostra nulla che riguardi qualcuno.
L'ingresso merita una cura particolare: Google chiede che le attività che mostrano l'indirizzo abbiano un'insegna fissa con il nome. Una foto dell'esterno in cui la targa si legge aiuta il paziente a trovare la porta giusta, soprattutto in un palazzo con più studi.
Una scheda curata, non una scheda perfetta
Nessuno di questi passaggi richiede competenze tecniche. Richiede metodo: un profilo per la struttura e uno per ogni professionista quando serve, una categoria precisa, servizi descritti con parole semplici, orari veri con le eccezioni segnate, foto che rappresentano lo studio. E poi una revisione periodica, perché le informazioni invecchiano più in fretta di quanto si pensi.
Alla scheda si collegano anche le recensioni, che meritano un discorso a parte: su come rispondere a una recensione negativa senza violare il segreto professionale abbiamo scritto una guida. Se preferite che sia qualcuno a impostare il lavoro con voi, la presenza su Google è parte dei servizi di Eleva Medica.
Domande frequenti
Ogni medico dello studio deve avere un proprio profilo Google?
Non necessariamente, ma Google lo prevede: se più professionisti lavorano nella stessa sede, la struttura ha il suo profilo e ciascun professionista può averne uno separato con il solo proprio nome. Se lo studio ha un solo professionista che lavora sotto un marchio, Google suggerisce un unico profilo condiviso.
Posso aggiungere la città o la specialità al nome dello studio per comparire più spesso?
No. Il nome deve essere quello reale, lo stesso della targa e del sito. Google non consente di aggiungere informazioni non necessarie e indica queste forzature tra le possibili cause di sospensione del profilo.
Quante categorie posso scegliere?
Una categoria principale e fino a nove aggiuntive. Conviene scegliere la principale nel modo più specifico possibile e usare le aggiuntive solo per servizi o reparti reali, non come parole chiave.
Se lo studio riceve solo su appuntamento devo indicare gli orari?
Le linee guida di Google indicano che le attività che operano solo su appuntamento non dovrebbero indicare orari. Se invece lo studio ha una segreteria o un accesso al pubblico in fasce fisse, si indicano quelle, aggiungendo gli orari speciali per ferie e festività.
Fonti
- Google, Guida di Profilo dell'attività: Linee guida per la rappresentazione della tua attività su Google
- Google, Guida di Profilo dell'attività: Modificare il profilo (descrizione, categorie, orari)
- Google, Guida di Profilo dell'attività: Gestire la categoria dell'attività
- Google, Guida di Profilo dell'attività: Gestire i servizi
- Google, Guida di Profilo dell'attività: Impostare gli orari speciali
- Google, Guida di Profilo dell'attività: Gestire foto e video
- Google, Guida di Profilo dell'attività: Suggerimenti per le foto specifiche dell'attività
La scheda Google del tuo studio dice le cose giuste?
La guardiamo insieme voce per voce: struttura dei profili, categoria, servizi, orari e foto, e cosa sistemare per primo.
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